Il welfare premiale nella contrattazione di secondo livello: crescita significativa in Veneto nel 2024

Il welfare premiale nella contrattazione di secondo livello: crescita significativa in Veneto nel 2024

La diffusione del welfare premiale attraverso la contrattazione di secondo livello continua a crescere in Veneto, segnando nel 2024 un possibile anno record. Nei primi dieci mesi dell’anno sono già oltre 1.400 i contratti depositati nella regione, il numero più alto registrato negli ultimi anni. Un segnale chiaro della reattività delle imprese venete alle misure di incentivo fiscale introdotte dal legislatore, specie nel periodo post-pandemico.

Introdotta con la Legge di Stabilità 2016 e regolata dal Decreto Interministeriale del 25 marzo dello stesso anno, la detassazione dei premi di risultato ha progressivamente trovato spazio nella contrattazione aziendale, diventando uno strumento chiave per la gestione del rapporto con i dipendenti. La misura ha vissuto un primo picco già nel 2016, anno di lancio, con 2.600 contratti depositati in Veneto, complice anche il cosiddetto “periodo transitorio” che permetteva il deposito retroattivo degli accordi siglati dal 1° gennaio 2015.

Negli anni successivi, il numero di contratti è sceso, fino a toccare il minimo nel 2020 con circa 700 accordi, in piena emergenza pandemica. Tuttavia, a partire dal 2021, si è assistito a una ripresa significativa, alimentata da nuovi interventi normativi più favorevoli: tra questi, la riduzione dell’aliquota fiscale sui premi in denaro e la deroga al tetto dei fringe benefit.

Uno degli aspetti più rilevanti del fenomeno è il crescente utilizzo dell’“opzione welfare”, che consente ai lavoratori di convertire il premio in beni e servizi esentasse. Se nel 2016 solo un contratto su quattro prevedeva questa opzione, oggi la percentuale ha raggiunto il 65%. Un cambiamento che ha ampliato la platea dei beneficiari: in Veneto sono quasi 286 mila i dipendenti interessati da piani di welfare premiale, a fronte dei 121 mila del 2016. Anche il valore medio pro capite è raddoppiato, passando da 800 a 1.600 euro.

L’introduzione del welfare premiale collegato alla contrattazione aziendale si è quindi rivelata una leva strategica per diffondere il welfare aziendale. Come emerge dai dati, il welfare aziendale si sta sempre più configurando come uno strumento di sostegno al reddito dei lavoratori, piuttosto che come contributo alla costruzione di un secondo pilastro del sistema di sicurezza sociale.

Una tendenza che, complice l’inflazione e le difficoltà economiche degli ultimi anni, sembra destinata a consolidarsi anche nel prossimo futuro.