Welfare aziendale, il Governo punta al rafforzamento degli strumenti e delle agevolazioni fiscali
Il welfare aziendale torna al centro del dibattito politico ed economico. Al Forum Ambrosetti di Cernobbio, la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha dichiarato che «lavoreremo per migliorare la contrattazione di secondo livello in termini di potenziamento e ampliamento degli strumenti di welfare da mettere a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici e delle loro famiglie e per allargare le soglie di tassazione già agevolata, ricomprendendovi più voci».
Una presa di posizione che conferma la volontà del Governo di rafforzare un ambito sempre più strategico non solo per le politiche del lavoro, ma anche per la coesione sociale.
Le misure allo studio
Tra le novità che potrebbero arrivare nei prossimi mesi spiccano alcune misure di impatto diretto. In primo luogo l’innalzamento della soglia esentasse giornaliera dei buoni pasto a 10 euro, rispetto agli attuali 8 euro per i titoli elettronici e 4 euro per quelli cartacei. Un cambiamento che andrebbe a incidere su un mercato stimato in oltre 4 miliardi di euro l’anno, con effetti significativi sia per le imprese che per i lavoratori.
Un secondo intervento riguarda le indennità di trasferta, per le quali la soglia esentasse dovrebbe salire a 131 euro al giorno in Italia e a 219 euro per l’estero. Una misura che punta a riconoscere in maniera più adeguata le spese sostenute dai dipendenti inviati temporaneamente fuori sede e che si inserisce in una logica di modernizzazione degli strumenti di welfare.
Sul fronte dei fringe benefit, inoltre, si ipotizza l’introduzione di un nuovo aumento strutturale pari a 750 euro per tutti i lavoratori e le lavoratrici, con l’obiettivo di stabilizzare una normativa che negli ultimi anni è stata oggetto di continui interventi temporanei. Attualmente la Legge di Bilancio prevede per il triennio 2025-2027 soglie pari a 1.000 euro per chi non ha figli e 2.000 euro per chi ha figli a carico.
Un welfare aziendale sempre più strategico
Queste misure riflettono la crescente attenzione verso il welfare aziendale, oggi considerato non più una leva accessoria ma un tassello essenziale delle politiche di benessere e di produttività. Rafforzare la contrattazione di secondo livello e ampliare le agevolazioni fiscali significa incoraggiare le imprese a investire in strumenti che sostengano il reddito, favoriscano la conciliazione vita-lavoro e rispondano ai bisogni sociali delle famiglie.
Il dibattito, ancora in corso in Parlamento, evidenzia la volontà di accompagnare il cambiamento con regole più stabili e inclusive. In questo modo il welfare aziendale può davvero diventare un’integrazione strutturale del sistema di protezione sociale, a beneficio sia dei lavoratori sia delle imprese che puntano a crescere in competitività e responsabilità sociale.





