Ricerca e istituzioni a confronto sul futuro del welfare: a Venezia la seconda edizione di Arsenale Welfare
“La seconda edizione del Premio Arsenale Welfare conferma come la sinergia tra istituzioni, parti sociali e territori rappresenti uno strumento essenziale per affrontare la complessitĂ delle trasformazioni economiche e sociali in atto”.
Lo ha dichiarato il vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto, intervenendo venerdì 30 gennaio 2026 a Palazzo Labia a Venezia in occasione della cerimonia di premiazione di “Arsenale Welfare”.
Nel ringraziare i partecipanti e gli organizzatori dell’iniziativa, a partire dal direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone e il direttore dell’Area Politiche economiche, capitale umano e programmazione comunitaria della Regione Santo Romano, Pavanetto ha sottolineato il valore della cooperazione istituzionale, testimoniata anche dalla presenza dei rappresentanti di INPS e delle strutture regionali competenti.
Nel suo intervento, Pavanetto ha ricordato come “la Regione del Veneto, con la Legge regionale n. 15 del 2017, abbia posto al centro della propria agenda politica la previdenza complementare e il welfare integrativo, promuovendo un modello capace di integrare previdenza pubblica e complementare, welfare aziendale e territoriale, in una logica di collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore”.
“I dati confermano la solidità di questo approccio – ha proseguito Pavanetto -. In Veneto, secondo il Welfare Index PMI, tre imprese su quattro hanno raggiunto almeno un livello medio di welfare aziendale e oltre il 25% si colloca su livelli elevati, una quota superiore alla media nazionale. Le imprese con un livello di welfare elevato sono più che raddoppiate dal 2016, mentre quelle al livello iniziale si sono dimezzate”.
Particolarmente significativa è anche la dinamica della contrattazione di secondo livello: tra il 2016 e il 2024 gli accordi di welfare premiale sono più che raddoppiati, passando da 642 a 1.416, coinvolgendo circa 335.000 lavoratori, con un valore medio pro capite di 1.600 euro. “L’opzione welfare – ha sottolineato Pavanetto – è oggi prevista nel 62% degli accordi, contro il 17% degli esordi. E, a differenza di quanto avviene a livello nazionale, in Veneto i beneficiari sono equamente distribuiti tra industria e servizi, a dimostrazione di un modello diffuso e non settoriale”.
“In attuazione di questa strategia, la Giunta regionale ha approvato l’Avviso “WELL-FARE – Il welfare che connette”, che ha portato al finanziamento di 20 progetti per un impegno complessivo di oltre 4,9 milioni di euro a valere sul PR Veneto FSE+ 2021-2027, con l’obiettivo di rafforzare le reti di welfare aziendale e territoriale e superare la frammentazione degli interventi”, ha aggiunto Pavanetto.
Il Vicepresidente ha infine richiamato il tema della previdenza complementare, sottolineando come “nel 2024 in Veneto gli iscritti abbiano superato quota un milione, con un tasso di partecipazione pari al 47,6%, nettamente superiore alla media nazionale. Un risultato che conferma una crescente consapevolezza previdenziale e il ruolo delle iniziative territoriali”.
“Il Premio Arsenale Welfare è un ponte tra ricerca e politiche pubbliche – ha concluso il Vicepresidente Pavanetto –. Le 43 candidature provenienti da atenei di tutta Italia testimoniano quanto sia vivo il dibattito scientifico e quanto la ricerca stia già offrendo soluzioni concrete. Investire sulla conoscenza significa investire su equità , inclusione e stabilità sociale. I dati, le buone pratiche e gli studi presentati oggi sono una risorsa fondamentale per orientare le politiche regionali, soprattutto nella nuova fase di responsabilità che si apre con l’Autonomia differenziata”.












