PREVIDENZA: IL RUOLO CRESCENTE DELLE CASSE DEI PROFESSIONISTI

PREVIDENZA: IL RUOLO CRESCENTE DELLE CASSE DEI PROFESSIONISTI

Il patrimonio delle Casse di previdenza dei professionisti supera i 125 miliardi

Il sistema delle Casse di previdenza dei professionisti continua a rafforzarsi e raggiunge un nuovo traguardo: il patrimonio complessivo ha superato i 125 miliardi di euro. In poco più di un decennio, la dotazione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati è quasi raddoppiata, a conferma di una crescita strutturale che ha accompagnato l’evoluzione delle libere professioni nel Paese.

I dati emergono dal XV rapporto annuale dell’Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati) sull’andamento della previdenza privata, che restituisce l’immagine di un comparto solido, ma attraversato da trasformazioni profonde. Gli iscritti attivi sono oltre 1,5 milioni, ai quali si aggiungono più di 130mila pensionati che continuano a svolgere attività professionale. Nel complesso, il numero degli attivi supera 1,65 milioni, mentre le pensioni erogate sono circa 520mila.

Il reddito medio degli iscritti alle Casse si attesta intorno ai 47.600 euro annui, in aumento rispetto all’anno precedente e rispetto a vent’anni fa in termini nominali. Tuttavia, considerando l’andamento dell’inflazione, il potere d’acquisto risulta leggermente ridotto nel lungo periodo, a conferma di un equilibrio ancora fragile per ampie fasce di professionisti.

Sul fronte degli investimenti, le Casse hanno progressivamente ridotto il peso del comparto immobiliare, sceso dal 17,6% del 2013 a circa il 2%, privilegiando strumenti finanziari più liquidi e flessibili come fondi mobiliari, altri fondi di investimento, titoli di Stato e azioni. Una quota rilevante del patrimonio è investita in Italia: circa il 38%, che sale al 45% includendo liquidità e assicurazioni, a conferma del contributo delle Casse al sostegno dell’economia reale e del sistema produttivo nazionale.

Ruolo crescente del welfare integrativo

Dal punto di vista economico, le entrate contributive ammontano a quasi 14 miliardi di euro, a fronte di uscite per prestazioni pari a circa 9,5 miliardi. Accanto alla funzione previdenziale, le Casse svolgono un ruolo crescente anche sul fronte del welfare integrativo, con prestazioni che raggiungono un valore complessivo di circa 200 milioni di euro, rivolte in particolare al sostegno del reddito, alla salute e alla conciliazione tra vita e lavoro.

Il rapporto evidenzia con chiarezza alcune tendenze demografiche che caratterizzano il mondo delle professioni. L’età media degli iscritti è in aumento e cresce il fenomeno dei pensionati attivi, espressione di un prolungamento della vita lavorativa che in alcuni enti coinvolge oltre la metà dei pensionati. Parallelamente, diminuisce il peso degli under 40, mentre aumentano le fasce di età più mature, in particolare tra i 50 e i 60 anni e oltre i 60.

Divario di genere e territoriale ancora marcato

Un elemento di forte discontinuità rispetto al passato è rappresentato dalla componente femminile. Le donne costituiscono oggi il 43% degli iscritti, in crescita costante rispetto al 30% registrato nel 2005, e superano il 50% tra i nuovi ingressi nelle professioni. Nonostante questo avanzamento, permangono significative disuguaglianze, soprattutto sul piano reddituale: il divario di genere resta marcato e si affianca a quello territoriale, con redditi medi nel Mezzogiorno nettamente inferiori rispetto al Nord del Paese.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una previdenza privata solida e in continua evoluzione, chiamata nei prossimi anni a rispondere alle sfide dell’invecchiamento della popolazione professionale, delle disuguaglianze di genere e territoriali e del rafforzamento delle politiche di welfare, con particolare attenzione alle nuove generazioni.