Nuovo congedo per i lavoratori con malattie oncologiche e croniche: più tutele e diritti
Dal 9 agosto 2025 è in vigore la legge 18 luglio 2025, n. 106, che introduce un nuovo quadro di tutele per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti, immunosoppressive e croniche, purché riconosciuti con una invalidità pari o superiore al 75%. Si tratta di un intervento legislativo definito da molti come una vera e propria svolta di civiltà, in quanto mira a garantire la continuità occupazionale e la possibilità di conciliare meglio cure e lavoro.
Il congedo non retribuito e la conservazione del posto
La norma prevede la possibilità per il lavoratore di usufruire di un congedo fino a due anni, anche frazionato, durante il quale non è prevista retribuzione né contribuzione figurativa automatica. Tuttavia, il periodo potrà essere riscattato a fini pensionistici, a carico dell’interessato. Ciò che viene tutelato con forza è invece il diritto alla conservazione del posto di lavoro, evitando che la malattia possa tradursi in un licenziamento per superamento del cosiddetto “periodo di comporto”.
Nuovi diritti a partire dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 saranno introdotte ulteriori misure a sostegno dei lavoratori fragili:
- 10 ore annue retribuite per effettuare visite, esami e terapie sanitarie;
- priorità di accesso allo smart working al momento del rientro in azienda, per favorire una migliore gestione dei tempi di cura e recupero;
- possibilità di concordare modalità di lavoro flessibili in accordo con il datore di lavoro.
Certificazioni necessarie
Per accedere al congedo e alle nuove tutele, il lavoratore dovrà presentare:
- La certificazione di invalidità al 75% rilasciata dalla commissione medica competente;
- Un certificato del medico di base o dello specialista del Servizio Sanitario Nazionale che attesti la patologia e la presa in carico sanitaria.
Un segnale dalla giurisprudenza
La riforma si inserisce in un contesto più ampio di attenzione alla condizione dei lavoratori con disabilità e malattie gravi. La recente pronuncia giurisprudenziale del Giudice del lavoro di Torino ha stabilito che le assenze riconducibili a disabilità certificate non possono essere conteggiate nel periodo di comporto, in linea con la direttiva europea 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione.
Reazioni e prospettive
Sebbene non manchino opinioni critiche sull’effettiva portata innovativa della norma, sindacati e associazioni dei pazienti la accolgono come un passo importante verso l’inclusione e la tutela dei lavoratori fragili. Resta ora la sfida dell’applicazione pratica, che vedrà coinvolti non solo i datori di lavoro ma anche le strutture sanitarie e gli enti previdenziali.Il nuovo congedo rappresenta dunque non solo una misura giuridica, ma un messaggio politico e sociale: il diritto alla salute e alla dignità lavorativa devono poter convivere, anche nei momenti più difficili della vita.





