Nord Est: cresce l’adesione alla pensione integrativa
La pensione continua a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione per i cittadini veneti. Secondo la ricerca “Previdenza sostenibile” di Sella Sgr, realizzata in collaborazione con Research Dogma, l’81% dei residenti nel Triveneto si dichiara preoccupato per il proprio futuro previdenziale, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale (83%).
L’indagine – condotta su un campione di 2.000 italiani tra i 25 e i 65 anni – restituisce tuttavia l’immagine di un territorio più attento e maturo rispetto al resto del Paese sul fronte della previdenza complementare. In Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige la quota di chi ha già attivato una soluzione previdenziale è infatti più alta della media italiana: 43-44% contro il 40% nazionale.
In Veneto, in particolare, il 51% degli intervistati ha aderito ad almeno uno strumento di previdenza integrativa. L’adesione ai fondi pensione chiusi raggiunge il 56% (a fronte del 52% italiano), mentre quella ai fondi aperti arriva al 49% (44% la media nazionale). Cresce anche l’utilizzo di altre forme di risparmio e investimento per integrare la pensione, con percentuali in linea con il dato nazionale (17-19%).
Nonostante questa maggiore propensione all’azione, rimane limitata la conoscenza della propria posizione previdenziale. Solo l’11-12% degli intervistati nel Nord Est dichiara di conoscere bene o abbastanza bene la propria situazione Inps, un dato leggermente superiore al 9% registrato a livello nazionale.
I timori: tempo, famiglia e qualità della vita
La ricerca mette in luce anche un quadro di preoccupazioni più ampio, che va oltre la sola dimensione pensionistica. In Veneto il 52% degli intervistati teme di non riuscire a dedicare tempo alle cose importanti della vita (contro il 36% nazionale), mentre il 24% esprime il timore di dover sostenere economicamente la propria famiglia o i genitori anziani (17% in Italia).
Preoccupa invece meno rispetto al resto del Paese la capacità di accantonare risparmi per la pensione (36% nel Triveneto contro il 40% nazionale), segnale di una maggiore propensione ad attivarsi per tempo.
Nel Nord Est si parla inoltre di previdenza più che altrove: il 43% degli intervistati dichiara di aver affrontato il tema con qualcuno (contro il 35% nazionale), soprattutto con la banca, l’assicurazione o il proprio consulente finanziario. Resta elevato l’interesse per una consulenza personalizzata, ritenuta utile dal 68% del campione.
Il confronto internazionale
Il quadro italiano, tuttavia, resta critico nel confronto internazionale. Secondo il Global Pension Index 2025 del Mercer CFA Institute, l’Italia si colloca nel gruppo di coda in Europa (terzultima) e al 37° posto su 52 Paesi a livello globale. Ai primi posti si confermano sistemi come quelli di Olanda, Islanda e Danimarca, seguiti da Singapore e Israele.
«Il Triveneto risulta essere una delle aree più mature sul fronte della previdenza – ha commentato Giuseppe Crespi, responsabile Previdenza di Sella Sgr – La sfida è trasformare questa sensibilità in una partecipazione sempre più attiva, rafforzando la consapevolezza dei cittadini e favorendo l’accesso a strumenti di pianificazione capaci di offrire stabilità e serenità nel lungo periodo».
L’analisi restituisce dunque un territorio consapevole e più incline all’azione rispetto alla media nazionale, ma ancora alle prese con una diffusa incertezza sul futuro e con la necessità di rafforzare la cultura previdenziale.





