LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE IN ITALIA NEL 2025: UN SISTEMA IN CRESCITA
La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) ha pubblicato la propria Relazione annuale per l’anno 2025, che fotografa un sistema di previdenza complementare in espansione, con segnali incoraggianti sia sul fronte della partecipazione sia su quello dei rendimenti, nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato da nuove tensioni geopolitiche e commerciali.
Il quadro generale
A fine 2025 il sistema conta 273 forme pensionistiche complementari operative (33 fondi negoziali, 38 fondi aperti, 71 piani individuali pensionistici di tipo assicurativo PIP cosiddetti “nuovi” e 131 fondi preesistenti) , per un totale di 10,425 milioni di iscritti, in crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente, un punto percentuale superiore a quello medio del quinquennio precedente.
Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni hanno raggiunto i 262 miliardi di euro, pari all’11,6% del PIL italiano e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie. Il tasso di partecipazione rispetto alle forze di lavoro sale al 39,9%, dal 38,3% del 2024, e al 29% se riferito ai soli iscritti che hanno effettivamente versato contributi nell’anno.
I contributi raccolti nell’anno ammontano a 22,4 miliardi di euro, l’8,7% in più rispetto al 2024. L’incremento ha interessato tutte le tipologie di forme: i fondi negoziali hanno registrato una crescita del +10,9%, i fondi aperti del +15,4% e i PIP “nuovi” del +5,7%.
I costi complessivi di gestione sono stimati in 1,76 miliardi di euro, con una concentrazione marcata nelle forme di mercato: oltre un miliardo grava sui soli PIP, evidenziando ancora una volta il sensibile divario di onerosità rispetto ai fondi negoziali.
Il profilo degli iscritti e le nuove adesioni
Nel corso del 2025 le nuove adesioni nette hanno raggiunto quota 928.100, il 16,2% in più rispetto all’anno precedente. Un segnale particolarmente positivo viene dalle iscrizioni esplicite (rispetto a quelle tacite), che rappresentano il 73,6% del totale, in aumento rispetto al 67,8% del 2024.
Il profilo demografico degli iscritti conferma alcune tendenze strutturali: prevalgono gli uomini (61,2%), concentrati nelle regioni settentrionali (57,3%) e nelle fasce d’età centrali e più anziane. Rispetto alle medie generali, le differenze di genere sono maggiori nei fondi negoziali, dove la proporzione di donne scende al 28,3 %, mentre vi è più equilibrio nelle forme di mercato.
Tuttavia cresce la presenza dei giovani: la classe under 35 rappresenta oggi il 20,8% degli iscritti totali, in aumento di 3,3 punti rispetto al 2020. Ancora più significativo è il dato sui nuovi iscritti nel 2025: il 51,1% ha meno di 35 anni, con un’età media di soli 35,5 anni. Tra i nuovi aderenti ai fondi aperti, ben il 21,9% ha meno di 20 anni.

Sul fronte professionale, i lavoratori dipendenti rappresentano la quota predominante (7,703 milioni di iscritti, +5,5%), mentre i lavoratori autonomi mostrano una copertura previdenziale preoccupantemente bassa: solo il 23,4% di essi aderisce a una forma complementare, contro il 40,7% dei dipendenti. Il divario si allarga ulteriormente considerando i soli iscritti versanti: 13,6% per gli autonomi contro il 32,1% dei dipendenti.
Il Veneto e il Nord-Est: una partecipazione sopra la media
La relazione dedica particolare attenzione alla distribuzione geografica della partecipazione, confermando il netto divario tra Nord e Sud del Paese. Il Veneto si distingue con un tasso di partecipazione del 50,4% delle forze di lavoro, significativamente al di sopra della media nazionale del 39,9%, collocandosi tra le regioni più virtuose d’Italia. Ancora più elevata la quota del Trentino-Alto Adige (65,5%), che guida la classifica nazionale grazie anche alla presenza di iniziative previdenziali di tipo territoriale. La Valle d’Aosta si attesta al 49,3%.
A livello provinciale, la relazione segnala una sostanziale omogeneità della partecipazione in tutto il Nord-Est e in Lombardia, a riprova di un tessuto produttivo e contrattuale particolarmente attivo nel favorire l’adesione alla previdenza integrativa.
Sul fronte della contribuzione media, il Veneto si attesta a 2.840 euro annui pro capite, un valore vicino alla media nazionale di 2.990 euro.

Per la Relazione COVIP 2025 completa si rimanda al seguente link: https://www.covip.it/la-covip-e-la-sua-attivita/pubblicazioni-statistiche/relazioni-annuali





