Imprese femminili: incentivi e opportunità per avviare o sviluppare un’attività
Negli ultimi anni l’imprenditoria femminile ha assunto un ruolo sempre più significativo nel panorama economico italiano. Nonostante questo, molte imprese guidate da donne continuano a incontrare alcune difficoltà strutturali, in particolare nell’accesso al credito e nella disponibilità di risorse finanziarie per avviare o far crescere un’attività.
Secondo i dati di Unioncamere, al 31 dicembre 2024 le imprese femminili in Italia erano poco più di 1,3 milioni, pari al 22,2% del totale delle imprese. Un dato che evidenzia una presenza stabile nel tempo e in crescita rispetto al 2014. Se si considerano anche le lavoratrici autonome e le professioniste, le partite IVA intestate a donne superano 1,6 milioni, secondo le analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre.
Per sostenere la nascita e lo sviluppo delle imprese guidate da donne è disponibile un ampio insieme di strumenti a livello nazionale. Alcuni incentivi sono espressamente dedicati all’imprenditoria femminile, mentre altri – pur non essendo riservati esclusivamente alle donne – prevedono condizioni più favorevoli o punteggi premiali in fase di valutazione delle domande.
Le principali agevolazioni per l’imprenditoria femminile
Tra gli strumenti più rilevanti a livello nazionale rientra ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, l’incentivo gestito da Invitalia che sostiene la nascita e il consolidamento di micro e piccole imprese. Possono accedere alla misura le società costituite da non più di 60 mesi in cui la maggioranza dei soci e delle quote sia detenuta da donne. È inoltre possibile presentare domanda anche come persone fisiche che intendono avviare una nuova attività.
I progetti finanziabili possono riguardare diversi ambiti economici, tra cui industria, artigianato, servizi alle imprese e alle persone, commercio e turismo. Gli investimenti ammissibili possono arrivare fino a 1,5 milioni di euro per le imprese più giovani e fino a 3 milioni di euro per quelle costituite da più tempo. L’agevolazione può coprire fino al 90% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di finanziamento a tasso zero – con durata fino a dieci anni – e contributo a fondo perduto.
Un’altra opportunità importante è rappresentata dalla misura Smart&Start, dedicata alle startup innovative. In questo caso possono presentare domanda startup costituite da meno di cinque anni, aspiranti imprenditori che intendono avviare una nuova società innovativa oppure imprese straniere che vogliono aprire una sede in Italia.
La misura finanzia piani di impresa con investimenti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, destinati allo sviluppo di prodotti o servizi innovativi, in particolare nei settori tecnologici e digitali. L’agevolazione consiste in un finanziamento senza interessi fino all’80% delle spese ammissibili, percentuale che può arrivare al 90% nel caso di startup con una compagine a prevalenza femminile.
Tra le misure che possono sostenere anche l’imprenditoria femminile rientrano poi Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0, rivolte ai giovani sotto i 35 anni che si trovano in condizioni di disoccupazione, inattività o vulnerabilità sociale. Questi strumenti favoriscono l’avvio di attività di lavoro autonomo, imprenditoriali o libero-professionali, sia in forma individuale sia attraverso società.
Le agevolazioni possono assumere la forma di voucher a fondo perduto per l’acquisto di beni e servizi oppure di contributi a fondo perduto calcolati sull’investimento previsto. Come suggerisce il nome, le due misure si distinguono anche per l’area geografica: Autoimpiego Centro-Nord riguarda le regioni settentrionali e centrali – tra cui il Veneto – mentre Resto al Sud è destinato alle regioni meridionali.
Accanto agli incentivi direttamente rivolti alle imprese femminili, esistono anche strumenti che attribuiscono alle aziende guidate da donne un punteggio premiale nella valutazione delle domande. È il caso di Cultura Crea, misura promossa dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia, rivolta alle imprese che operano nelle filiere culturali e creative.
L’incentivo sostiene interventi nei settori della musica, dell’audiovisivo, delle arti performative, del patrimonio culturale, dell’editoria, dell’architettura, del design, della moda e dell’artigianato artistico. Il sostegno può coprire fino all’80% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto.
Formazione e programmi di supporto
Oltre agli incentivi economici, esistono anche programmi pensati per favorire la diffusione della cultura imprenditoriale tra le donne. Tra questi rientra il Programma Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Dipartimento per le Pari Opportunità. L’iniziativa promuove attività formative, percorsi di accelerazione per startup e iniziative di valorizzazione del talento femminile nel mondo dell’impresa.
Anche Unioncamere ha promosso iniziative di formazione digitale dedicate alle aspiranti imprenditrici, come il percorso Digit@Donna, pensato per aiutare le partecipanti a sviluppare competenze utili per analizzare il mercato, definire una strategia e trasformare un’idea imprenditoriale in un progetto concreto.
In un contesto economico in cui la presenza delle donne nel mondo dell’impresa continua a crescere, queste misure rappresentano strumenti importanti per favorire la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e sostenere lo sviluppo di quelle già esistenti.





